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    Riassunto Canto Purgatorio 30 – La processione allegorica cui Dante ha assistito sin ora si ferma. Uno dei ventiquattro vecchi invoca a gran voce una donna, imitando subito dagli altri personaggi presenti;e questa, fra canti angelici e avvolta in una nuvola di fiori, appare. E’ Beatrice; e Dante, riconoscendola, è così turbato da cercare l’aiuto di Virgilio. Ma questi è scomparso e il poeta si mette a piangere. Beatrice lo rimprovera: egli dovrebbe rammaricarsi in realtà, di ben altro Tale è la vergogna, che le lacrime di Dante scorrono più angosciosamente Allora Beatrice, rivolta agli angeli lì presenti, spiega le ragioni della sua durezza. Dante aveva ricevuto dal cielo, nascendo grandi doni. Finché Beatrice visse, si era comportato rettamente; ma alla sua morte, anziché volgersi ai beni ultraterreni ispirato dal ricordo di lei, si era perduto inseguendo l’ingannevolezza dei beni terreni. Se ella non si fosse mossa per lui, facendolo viaggiare nell’aldilà guidato da Virgilio, egli si sarebbe dannato. Ora è bene che si penta per rendersi degno del perdono di Dio.

    Riassunto Canto Purgatorio 20 – Dante e Virgilio riprendono il cammino in silenzio. Mentre procedono lentamente, sentono delle voci proclamare esempi di povertà. Il primo riguarda la Vergine Mari,a che partorì Gesù nella miseria di una mangitoia. Il secondo riguarda il console romano Caio Fabrizio Luscinio, che non si lasciò corrompere e morì povero. ante si avvicina all’anima che li ha pronunciati: sta ancora proclamando il terzo esempio su san Nicola, che riscattò tre ragazze dalla prostituzione. E’ Ugo Capeto, capostipite della casa reale di Francia. Desideroso che i suoi discendenti degeneri siano puniti, profetizza subito la sconfitta di Filippo IV il bello, re di Francia in quegli anni. Poi racconta di come, morti tutti i membri dell’antica dinastia, tranne uno che si era fatto monaco, egli stesso divenne sovrano. Con l’acquisto della Provenza il casato reale non ebbe più ritegno ad accumulare possedimenti e ricchezze. Poi Carlo, continua a raccontare Ugo, venne in Italia, uccise Corardino, figlio di Federico II, e fece assassinare san Tommaso. A questo punto Ugo profetizza la discesa in Italia di Carlo di Valois, e il tradimento con cui egli si alleò ai Neri di Firenze per scacciare i Bianchi. Il suo tentativo di riconquistare la Sicilia fallirà, mentre Carlo II d’Angiò arriverà a vendere la propria figlia per stringere alleanze politiche Infine, Ugo profetizza l’episodio dello schiaffo di Anagni: papa Bonifacio VIII verrà fatto prigioniero e umiliato dagli emissari di Filippo il Bello, che sarà responsabile anche della soppressione dell’ordine dei Templari. Dopo aver chiesto a Dio di vendicarlo, Ugo spiega a Dante che le anime proclamano durante il giorno gli esempi di virtù: di notte invece quelli di avarizia punita. Essi hanno per protagonisti Pigmalione che uccise il marito della sorella Didone per appropriarsi delle sue ricchezze; Mida, che mutava in oro tutto ciò che toccava; l’ebreo Acàn, che rubò un bottino offerto a Dio; Saffira e il marito, che tentarono di ingannare san Pietro; Eliodoro che voleva rubare nel tempio di Gerusalemme; Polinestore che uccise il cognato Polidoro per avidità. Allontanatisi da Ugo Capeto, Dante e Virgilio interrompono bruscamente il loro cammino: un terremoto scuote la montagna mentre risuona altissimo l’inno Gloria a Dio nell’alto dei cieli.