Riassunto Canto Paradiso 27 – Dante è ancora nell’ottavo cielo, davanti agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni ed ad Adamo. Ora tutto il Paradiso, come in un sorriso cosmico, alza un inno alla Trinità. Ma subito dopo, lo spirito di san Pietro avvampa di rosso tutti i beati. Egli rimprovera sdegnato la decadenza della Chiesa, accusando Bonifacio III: la Chiesa non fu istituita da Cristo e non conobbe il martirio dei primi papi per diventare prenda di ecclesiastici venali, corrotti e indegni, né perché alcuni Cristiani (cioè i Ghibellini) si richiamassero ad essa per combatterli, ed esorta Dante a diffondere la sua profezia.

Allora, i beati appaiono al poeta come fiocchi di neve in un cielo invernale; ma Beatrice lo invita a guardare in già; egli si renderà conto di quanto spazuio ha percorso e potrà lanciare un ultimo sguardo alla Terra lontana. Poi, ineffabile e, improvvisamente, si sente trascinato nel nono ielo, il Primo Mobile o Cristallino. La donna spiega allora la natura di questo luogo, da cui parte ogni moto cosmico; per contrasto con la sua pace, ella scaglia poi un’invettivo contro gli uomini, che si smarriscono nel peccato. Ma un giorno, annuncia profeticamente, Dio interverrà a riportare in terra la giustizia.