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    Riassunto Canto Purgatorio 8 – E’ l’ora del tramonto, che dà occasione a Dante di scrivere uno degli esordi più intensi del poema: Era già l’ora che volge il disio, ai navicanti e ‘ntenerisce il core. Una delle anime della valletta alza le mani e, guardando fisso vero oriente, inizia a intonare l’inno Te lucis ante, seguita da tutti gli altri penitenti A questo punto due angeli con due spade infuocate e senza punta scendono dal cielo e si pongono ai due lati della valletta, in modo da lasciare nel mezzo le anime dei penitenti. Sordello spiega che i due angeli sono stati inviati dalla Madonna per proteggere la valletta, perché di lì a poco comparirà un serpente, e invita i due poeti a scendere tara le anime. Qui un’anima comincia a fissare Dante, e i due si riconoscono: è Nino (o Ugolino) Visconti, signore della Gallura in Sardegna, figlio di Giovanni e genero del conte Ugolino della Gherardesca Il poeta scopre con gioia che è destinato alla salvezza, e i due amici si salutano caramente. Nino chiede al poeta notizie sul suo viaggio e Dante racconta di aver attraversato il regno infernale, precisando di essere ancora vivo. Tutte le anime restano meravigliate e Nino chiama il marchese Corrado Malaspina, membro di un’illustre famiglia toscana, perché venga a conoscere Dante Infine, egli si rivolge malinconicamente al poeta chiedendogli di dire a sua figlia Giovanna di pregare per lui, poiché sua moglie lo ha dimenticato. il suo giudizio sulla volubilità e l’incostanza sentimentale delle donne è molto duro. Mentre Dante si sofferma a fissare tre stelle luminose apparse al osto delle quattro ammirate al mattino dalla spiaggia, giunge il serpente: forse, o stesso che spinse Eva a cogliere il frutto proibito nel Paradiso terrestre. Con grande rapidità intervengono gli angeli che, messa in fuga la serpe, volano via.

    Nel fratte mpo è arrivato Corrado Malaspina , richiamato da Nino Visconti. Egli chiede a Dante notizie del suo casato, e il poeta risponde lodandone la generosità e il valore in guerra. Corrado lo interrompe annunciandogli che di lì a eno di sette anni il suo giudizio sul casato sarà confermato dall’esperienza diretta: egli allude all’esilio del poeta, nel corso del quale egli verr accolto generosamente proprio dai Malaspina in Lunigiana.

    Riassunto Canto Inferno 8 – Dante e Virgilio si trovano ancora nel quinto cerchio. Dalle rive della palude Stigia scorgono due torri in cima alle quali si accendono dei fuochi di segnalazione. Nel frattempo giunge rapidissima un’imbarcazione guidata da Flegias, il traghettatore delle anime attraverso lo Stige, che pieno di ira si rivolge ai due pellegrini. Ancora una volta Virgilio esercita la sua funzione di mediatore e insieme a Dante, unico corpo vivente in mezzo alle anime dei dannati, sale sulla barca.

    Mentre l’imbarcazione si spinge attraverso la palude, un dannato coperto di Fango, si rivolge bruscamente a Dante chiedendogli chi sia. E’ Filippo Argenti, cavaliere fiorentino di parte Nera e avversario personale di Dante, noto per la sua iracibilità e per la sua prepotenza.

    Il dannato, duramente richiamato da Dante,tenta di aggrapparsi alla barca, ma viene respinto da Virgilio, subito dopo è aggredito dalle altre anime, con grande soddisfazione di Dante, che esprime il suo segnato disprezzo. Terminata la traversata dello Stige, i due pellegrini si trovano presso le mure infuocate della città infernale di Dante. Più di mille diavoli si affacciano incuriositi dalla presenza di Dante.

    Virgilio allora, lasciando Dante solo e pieno di sconforto si avvicina ai diavoli che, trattolo in ingano, fuggono via, chiudendosi alle spalle le porte della città. Virgilio, nonostante il crucio, rassicura Dante.