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    L’imposta sul valore aggiunto – Cos’è l’imposta sul valore aggiunto

    L’imposta sul Valore Aggiunto è un’imposta indiretta vigente in tutti i Paesi dell’Unione Europea che si applica sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso e che grava sui consumatori finali.

    Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non devono essere una donazione, ma devono riguardano pagamento di un prezzo.

    L’imposta sul valore aggiunto – Informazioni sull’imposta sul valore aggiunto

    L’imposta sul valore aggiunto IVA è un’imposta indiretta vigente in tutti i Parsi dell’Unione Europea, che si applica sulle cessioni di bei e sulle prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso e che grava sui consumatori finali.

    A titolo oneroso significa che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non devono rappresentare una donazione, ma devono comportare il pagamento di un prezzo.

    L’imposta grava sul valore aggiunto creato da ciascun soggetto produttivo.

    Il valore aggiunto è il nuovo valore che ogni partecipante al processo produttivo (impresa, artista professionista) crea per il tramite di successive lavorazioni e manipolazioni di una materia o bene preesistente.

    L’imposta da versare all’Amministrazione Finanziaria dello Stato viene determinata applicando al valore aggiunto, prodotto da imprese, artisti e professionisti, le quali quote di legge, che attualmente sono:

    aliquota ordinaria 21% sulla maggior parte dei beni e servizi:

    aliquota ridotta 10%, da applicare ad alcune categorie di beni, come, per esempio, i materiali per l’edilizia nelle ristrutturazioni, carni, pesci, acque minerali, etc.

    aliquota super-ridotta 4% da applicare sui beni di prima necessità, quali, per esempio, pane, latte fresco, burro, formaggi, farina, pasta, etc.

    L’IVA è un imposta:

    indiretta, perché non grava direttamente sul patrimonio o sul reddito ma colpisce una manifestazione mediata di ricchezza, quale gli scambi di beni e servizi che comportano il pagamento di un prezzo.

    Proporzionale perché si calcola applicando delle aliquote fisse sulla base imponibile.

    Neutra, perché il suo importo non dipende dal numero dei passaggi che sul bene deve compiere per passare dal produttore al consumatore finale, ma dal valore aggiunto complessivamente prodotto.

    Generale, perché riguarda la totalità dei contribuenti.

    Sui consumi perché fornisce sempre per gravare sul consumatore finale, che ha possibilità di rivalsa, cioè di detrazione dell’IVA pagata, come invece un imprenditore che può detrarre dall’IVA da versare l’IVA  accredito pagata sugli acquisti.