La seconda guerra mondiale – Informazioni sulla seconda guerra mondiale

La causa principale dello scoppio della Seconda guerra mondiale fu sicuramente la politica imperialistica della Germania e in particolare l’invasione della Polonia.

L’aggressione contro la Polonia rappresentò la goccia che fece traboccare il vaso: il 3 Settembre 1939 Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania.

I trattati di pace che avevano chiuso la prima guerra mondiale avevano suscitato parecchie insoddisfazioni nei Paesi vinti. Gli Stati sconfitti erano stati duramente puniti. La prima guerra mondiale fu così una causa remota, ma importante, nella seconda.

Inoltre la grande crisi economica della fine degli anni ’20 aveva messo in evidenza che gli effetti di una crisi capitalistica erano assai minori nelle nazioni che potevano contare su un impero.

Ciò spinse le nazioni prive di colonie o dotate di limitati possedimenti a una decisa politica espansionistica. Ma la ripresa dell’imperialismo poteva condurre solamente a una nuova guerra.

Tra le potenze più aggressive si distinse il Giappone. Puntò in misura crescente ad allargare i suoi possedimenti in Cina. Nel 1931 invase la regione della Manciuria e nel 1937 si impadronì di gran parte dell’area orientale della Cina, dove si trovavano le regioni più ricche.

Pochi giorni prima dell’invasione tedesca della Polonia successe un fatto del tutto inatteso: con il cosiddetto Patto Molotov-Ribbentrop Unione Sovietica e Germania, firmarono un accordo di reciproca non aggressione.

L’accordo con Hitler prevedeva la spartizione della Polonia fra URSS e Germania e la possibilità per l’URSS di occupare la Finlandia e le repubbliche baltiche.

La seconda guerra mondiale, ebbe un carattere totale e coinvolse pesantemente tutta la popolazione.

La guerra si trasformò sempre più in uno scontro ideologico tra nazifascismo e antifascismo: le due ideologie errano l’una la negazione dell’altra e furono usati strumenti bellici sempre più micidiali con cui venivano colpiti non solo gli eserciti, ma anche la popolazione civile.

Contro la Polonia la Germania utilizzò la cosiddetta guerra-lampo, ovvero una tattica militare di movimenti costituita da rapide avanzate e resa possibile dall’uso massiccio del bombardamento aereo e dei mezzi corazzati.

La resistenza della Polonia durò poche settimane: a fine settembre lo Stato polacco non esisteva più, sparito tra Germania e URSS, secondo l’accordo Molotov-Ribbentrop.

L’attacco alla Francia ebbe inizio il 10 Maggio 1940. La Francia venne in gran parte sottoposta al diretto comando tedesco, venne affidata a un governo fantoccio con sede a Vichy e presieduto dal maresciallo Pètain, che collaborava apertamente con i nazisti.

A Londra si formò invece un governo francese in esilio con a capo il generale Charles De Gaulle.

L’estate del 1940 fu caratterizzata da: l’intervento in guerra dell’Italia e la cosiddetta battaglia d’Inghilterra.

Mussolini nel Settembre del 1939 aveva proclamato la non belligeranza. Si trattava di prendere tempo, perché il governo fascista sapeva benissimo che l’Italia non era preparata a sostenere un lungo conflitto con grandi potenze.

Con il crollo della Francia pareva al duce che fosse giunto il momento di avere qualche migliaio di morti da gettare sul tavolo della pace. Mussolini pensava che la guerra stesse per finire e che, se l’Italia non fosse intervenuta presto, non avrebbe avuto un posto al tavolo delle trattative di pace e sarebbe stata esclusa dalla spartizione della torta. Così il 10 Giugno 1940 egli annunciava trionfalmente a tutti gli Italiani l’entrata in guerra, certo della vittoria ormai prossima.

In realtà le cose andarono ben diversamente. L’attacco contro la Francia, che rivelò solo l’inefficienza dell’esercito italiano.

Sia in Africa sia in Grecia l’Italia dovette attendere l’arrivo delle divisioni corazzate tedesche per ottenere dei successi: la Grecia e la Jugoslavia furono costrette alla resa.

Nell’estate del 1940 Hitler tentò di risolvere a proprio favore anche il conflitto con l’unica nazione che finora gli aveva resistito: l’Inghilterra.

Dal Luglio del 1940 per alcuni mesi glia ebrei tedeschi bombardarono sistematicamente aeroporti, obiettivi militari, industriali e le stesse città inglesi. Nonostante le gravissime perdite, non si piegarono.

Il fallimento tedesco ricordata come la battaglia d’Inghilterra, ma soprattutto da quello psicologico, perché la prima volta dall’inizio del conflitto la Germania aveva subito una battuta d’arresto.

All’inizio dell’estate del 1941 la Germania, cui si affiancò un corpo di spedizione italiano, attaccò l’Unione Sovietica, che si fece cogliere impreparata. Non era stata tanto la rottura del Patto Molotov-Ribbentrop a sorprendere Stalin, quanto il fatto che Hitler avesse deciso l’attacco contro l’URSS prima di ver avuto la meglio sulla Gran Bretagna. Colto di sorpresa e inizialmente ancora disorganizzato, l’esercito russo subì perdite gravissime e non riuscì a fermare l’avanzata nazista. I Tedeschi occuparono gran parte dei territori europei dell’URSS giungendo quasi alle porte di Mosca.

Ma l’arrivo dell’inverno, costrinse le truppe naziste a frenare l’avanzata e poi addirittura ad arretrare sotto l’incalzare del contrattacco dei Sovietici, meglio attrezzati per combattere in quel clima quasi polare. Dopo la sconfitta nella battaglia d’Inghilterra, a Mosca i Tedeschi subivano così un primo duro colpo anche nella loro offensiva terrestre.

Nella primavera-estate del 1942 riprese l’offensiva dell’Asse italo-tedesco in Unione Sovietica e il cosiddetto Tripartito raggiunse la sua massima estensione: controllava i 2-3 dell’Europa, tutta l’Asia orientale e le isole del Pacifico.

In quest’area le potenze dominanti cercarono di costruire un nuovo ordine, basato sull’eliminazione fisica dei gruppi dirigenti avversari e sulla rigida sottomissione della popolazione, costretta a un lavoro di tipo schiavistico. Nei confronti degli Slavi, considerati una razza inferiore, lo sterminio spesso colpì anche la gente comune e in particolare tutti quelli che non erano in grado di produrre ai livelli prestabiliti.

La persecuzione più terribile riguardò però gli Ebrei delle nazioni occupate. Costretti in un primo tempo a vivere nei ghetti e progressivamente internati nei lager.

L’accordo di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica aveva frenato i Partiti comunisti nelle loro iniziative di opposizione ai regimi fascisti, ma con la rottura del Patto Molotov-Ribbentrop e l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica.

Nella seconda metà del 1942 la situazione militare si rovesciò quasi completamente.

Nel maggio-giugno 1942 gli Americani sconfissero per due volte i Giapponesi passando all’inizio del 1943 alla controffensiva.

Nell’autunno del 1942 il generale britannico Montgomery ottenne una grande vittoria a el-Alamein, in Egitto, costringendo alla ritirata le truppe italo-tedesche. Parallelamente altre forze alleate sbarcarono in Algeria e in Marocco, chiudendo tra due fuochi l’esercito dell’Asse e obbligandolo alla resa nel Maggio 1943.

Si apriva così la strada per una riconquista da sud dell’Europa. In Russia l’esercito tedesco, giunto dinanzi a Stalingrado iniziò nell’Agosto del 1942 il tentativo di conquistare la città, che però resistette, nonostante i terribili bombardamenti chela resero praticamente al suolo.

Dopo essersi assicurati il controllo del Nord Africa, gli Alleati il 10 Luglio 1943 sbarcarono in Sicilia e s’impadronirono in poche settimane dell’isola. Per il regime fascista, già indebolito dalle molte sconfitte, fu il colpo di grazia. Del resto anche all’interno del Paese stavano emergendo chiari segni di sfiducia e di aperta opposizione, culminati nei grandi scioperi operai che, partendo da Torino, nel Marzo 1943 si erano allargati a tutto il Nord Italia.

A rovesciare il fascismo fu un accordo tra molte delle forze che fino ad allora l’avevano sostenuto: il re, buona parte degli alti comandi militari e parecchi degli stessi gerarchi fascisti. Il tentativo era quello di uscire da una guerra ormai perduta e di salvare la monarchia e un governo conservatore, togliendo però di mezzo Mussolini.

Questi, il 25 Luglio, in una riunione del Consiglio del fascismo fu messo in minoranza, costretto a dare le dimissioni e arrestato. Al suo posto il re nominò nuovo capo del governo il maresciallo Badoglio, che avviò immediatamente trattative segrete con gli Alleati per ottenere l’armistizio.

La caduta del fascismo fu accolta dalla popolazione con grandi manifestazioni di esultanza, sia per il ritorno alla libertà sia soprattutto perché si pensava erroneamente a una prossima fine della guerra.

L’armistizio fu firmato il 3 e reso noto l’8 settembre, ma i Tedeschi, che prevedevano questa mossa, avevano già provveduto a rafforzare la loro presenza in Italia e a occupare il Centro-Nord con il duplice scopo di sostituirsi agli Italiani nel frenare l’avanzata degli Anglo-americani.

Il 12 Settembre 1943 Mussolini venne liberato dai Tedeschi e, pochi giorni dopo, costituì nell’Italia centro-settentrionale, occupata da questi ultimi, la Repubblica sociale italiana, chiamata comunemente repubblica di Salò dal nome della città sulle rive del battere un doppio nemico: i Tedeschi invasori e i loro alleati fascisti italiani, chiamati con il titolo dispregiativo di repubblichini.

I nazifascisti rispondevano con spietate rappresaglie spesso anche contro la popolazione civile, colpevole di aiutare o semplicemente di non combattere i partigiani: interi paesi vennero bruciati e gli abitanti torturati e uccisi. La strage più tremenda avvenne a Marzabotto, in Emilia, dove furono massacrate oltre 1800 persone, tra le quali 200 bambini.

Al Partito comunista italiano che aveva continuato a vivere nella clandestinità, si aggiunsero il Patito d’Azione fondato da Giustizia e libertà nel 1942, e i risorti partiti socialista, liberale e popolare. Tutti assieme diedero vita al Comitato di liberazione nazionale.

Da principio non mancarono attriti con la monarchia e il governo di Badoglio, ritenuti corresponsabili della dittatura e della guerra. Ma presto i contrasti furono superati per iniziativa di Palmiro Togliatti, leader dei comunisti. Al suo ritorno in Italia, dopo vent’anni di esilio a Mosca, egli propose di mettere momentaneamente da parte ogni contrapposizione con il re e con Badoglio e di unire tutte le forze per la sconfitta definitiva dei nazifascisti. Nacquero così dei governi di unità nazionale con la partecipazione di tutti i partiti del CLN.

Il 4 Giugno del 1944 fu liberata Roma e nell’estate l’avanzata degli Alleati aiutati dai partigiani che colpivano con azioni di guerriglia il nemico, raggiunse il confine tosco-emiliano. Per l’Italia settentrionale si dovette attendere ancora quasi un anno: il 25 Aprile 1945. Tre giorni dopo, Mussolini, catturato mentre cercava di fuggire in Svizzera, venne fucilato dai partigiani.

Nell’estate del 1943, sul fronte russo iniziò l’avanzata sovietica, che progressivamente riconquistò tutti i territori perduti.

Intanto fra il 28 novembre e il 1° dicembre 1943 si svolse a Teheran, in Iran, una conferenza tra il presidente americano Roosevelt, il dittatore sovietico Stalin e il primo ministro britannico Churchill, che cominciarono a discutere il futuro assetto dell’Europa. Inoltre decisero di attaccare la Gemania anche da ovest, mediante un massiccio sbarco di truppe in Francia. Lo sbarco in Normandia iniziò il 6 Giugno 1944.

A fine Luglio gli Alleati sfondarono il fronte tedesco e a settembre la Francia era quasi completamente liberata. Seguirono bombardamenti massicci su tutta la Germania, allo scopo non solo di distruggere le industrie e le vie di comunicazione, ma anche di abbattere psicologicamente il popolo tedesco.

Hitler continuava a sperare che l’alleanza tra le potenze capitalistiche e l’Unione Sovietica, prima oo poi, si sarebbe spezzata. Invece essa fu ribadita nella Conferenza di Yalta, sul Mar Nero che vide radunati nuovamente Roosvelt Stalin e Churchill. In tale occasione si tornò a parlare del futuro assetto politico mondiale ed europeo in particolare e si diede avvio al processo che avrebbe portato il mondo a divertirsi in due zone di influenza: una americana e una sovietica.

Nel frattempo era cominciata l’offensiva finale, che in pochi mesi portò Sovietici e Anglo-americani ad accerchiare Berlino. Il 30 Aprile Hitler si suicidò nel bunker in cui aveva trasferito l’ultima sede del suo governo. Il 7 Maggio fu firmata la resa della Germania.

Rimaneva aperto un unico fronte in Estremo Oriente dove la classe dirigente giapponese decise di continuare da sola la guerra, sebbene apparisse ormai inevitabile anche qui la sconfitta.

Il nuovo presidente americano Harry Truman decise allora di utilizzarva arma, appena creata dagli scienziati: la bomba atomica.

La terribile decisione fu determinata da due motivi: in primo luogo costringere il Giappone alla resa in tempi brevi con un’arma devastante; in secondo luogo rendere ben chiaro al mondo gli Stati Uniti erano la massima potenza mondiale, proprio grazie al possesso di un’arma che rendeva impossibile alle altre nazioni una guerra contro di essi.

Gli obiettivi prescelti furono le città di Hiroshima nel 6 Agosto e Nagasaki nel 9 Agosto.

Gli effetti furono: la distruzione totale delle due città, quasi 200.00 morti immediati, migliaia di feriti che morirono ad anni di distanza per le radiazioni, le quali resero inoltre inabitabili per parecchio tempo vaste aree.

Il 2 settembre fu firmato l’armistizio anche con il Giappone.

Con questo atto si concludeva in modo definitivo la seconda guerra mondiale.