L’indipendenza dell’Africa – Informazioni sull’indipendenza dell’Africa

I movimenti di liberazione dell’area nord-occidentale furono tra i primi a entrare in azione nel continente africano, ma subirono la dura repressione francese. Tuttavia il Marocco e la Tunisia nel 1956 ottennero l’indipendenza, anche perché la loro liberazione avvenne sotto la guida di forze politiche filo-occidentali che assicuravano buoni rapporti con l’ex madrepatria.

Molto più drammatica fu la lotta di liberazione del’Algeria, dove la presenza di oltre un milione di coloni francesi rendeva problematica l’indipendenza. Fin dalla seconda metà degli anni ’50 il conflitto tra le parti divenne assai cruento, tanto da causare una crisi politica nella stessa Francia. Il nuovo presidente, Charles De Gaulle, si rese conto che la repressione della rivolta comportava gravi perdite umane ed economiche: pertanto avviò negoziati con gli insorti e nel 1962 fu così proclamata l’indipendenza dell’Algeria.

La maggior parte delle colonie presenti nell’Africa nera si liberò dal dominio europee in forma pacifica, m, dove esistevano grandi interessi economici o una forte presenza bianca, il proceso di liberazione fu più lento e sanguinoso. E’, ad esempio, il caso del Kenya che raggiunse l’indipendenza nel 1963, dopo un’aspra lotta contro gli Inglesi. Nella Rhodesia del Sud fu la minoranza bianca che, essendo abbastanza numerosa e avendo tutto il potere economico nelle proprie mani, proclamò nel 1965 l’indipendenza dall’Inghilterra. I bianchi instaurarono un rigido sistema di apartgheid secondo l’esempio già presente in sud Africa. Nel 1989 il governo bianco fu però rovesciato dagli Indigeni che ridiedero al Paese il suo antico nome: Zimbabwe.

Divenuti politicamente indipendenti, gli Stati africano continuarono però spesso a subire il dominio economico dei Paesi industrializzati.

Nelle ex colonie africane, come in generale nel resto del Terzo Mondo, l’Europa e il Nord America da un lato continuarono ad acquistare a prezzi molto bassi materie prime e alcuni prodotti industriali per i quali erano necessari macchinari poco complessi e molta manodopera che nelle aree sottosviluppate era pagata pochissimo. Dall’altro lato i Paesi occidentali fornivano a quelli del Terzo Mondo gli avanzi della propria produzione industriale e concedevano prestiti a interessi elevati.

Con la caduta del comunismo nell’Europa orientale, e quindi con il venir meno dei tentativi dei due blocchi di allargare la propria area di influenza, sembrò che i Paesi africani potessero godere di maggiore autonomia, sia politica sia economica.

In effetti alcuni di essi, alla fine degli anni ’80, si sono avviati verso un’organizzazione dello Stato almeno parzialmente democratica. In molti casi tuttavia la maggiore autonomia ha fatto riemergere antichi conflitti tribali, spesso determinati dalle stesse spartizioni territoriali dell’Africa al tempo della colonizzazione. Molti gruppi etnici rivali, appartenenti precedentemente a Paesi diversi, erano stati infatti inseriti entro gli stessi confini e costretti a una convivenza forzata sotto il dominio coloniale. Negli ultimi dieci anni, pertanto, molti Paesi africani sono stati sconvolti da violentissime guerre civili che hanno causato milioni di morti e migrazioni di interi popoli.