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    Riassunto Canto Paradiso 6 – Dante e Beatrice sono giunti nel secondo cielo, quello di Mercurio che ospita le anime di coloro che in vita hanno operato giustamente. Il canto di argomento politico come i canti corrispondenti dell’Inferno e del Purgatorio è occupato per intero dal discorso di Giustiniano. A fare da elemento ricorrente è l’immagine dell’aquila, simbolo del potere imperiale e, insieme, della giustizia di Dio, che ha voluto l’impero per stabilire la pace in terra Giustiniano inizia col presentarsi. Imperatore dal 527 d. C. dapprima vicino all’eresia monofisita, egli fu convertito alla dottrina cattolica da papa Agapito, e solo allora potè compiere, ispirato da Dio, due grandi imprese: mettere pace nei suoi territori e riordinare il complesso delle leggi dell’impero nel codice che da lui prende nome. Nella seconda parte del discorso, Giustiniano ripercorre la storia dell’Impero per mostrare quanto danno gli rechino Guelfi e Ghibellini A partire dal viaggio di Enea in Italia, con la fondazione di Roma, il periodo dei sette re, le lotte di espansione durante la Repubblica, le imprese di Giulio Cesare e di Ottaviano Augusto, la diffusione della Chiesa, la sua difesa operata da Carlo Magno contro i Longobardi, tutto è stato voluto da Dio. Perciò le lotte ra Guelfi e Ghibellini sono insensate e sciagurate: sono nel torto tanto i primi, che sostengono il primato del potere temporale dei papi e Carlo II d’Angiò, quanto i secondi, che sostengono l’Impero con spirito di parte. Nella terza parte del discorso, Giustiniano spiega che in quel cielo sono premiati gli spiriti che hanno agito per conseguire onore e fama: essi non possono certo invidiare le anime poste in cieli più alti, perché ciò che li rende beati è vedere come tutto risponda alla giusta volontà di Dio. Esempio di questi spiriti è il provenzale Romeo di Villanova: sebbene rendesse grandi servigi al suo signore facendo sposare le sue figlie con importanti sovrani, fu scacciato per opera dei cortigiani invidiosi. Costretto all’esilio, visse gli ultimi anni della sua vecchiaia in miseria, ma con grande dignità e nobiltà d’animo.

    Riassunto Canto Paradiso 4 – Dopo l’incontro con Piccarda Donati e Costanza d’Altavilla, narrato nel canto precedente, Dante viene assalito da due dubbi ugualmente significativi, al punto che on sa scegliere quale esporre per primo.

    Beatrice comprende i suoi pensieri e lo anticipa esponendo i due dubbi e offrendogli le spiegazioni necessarie. Il primo riguarda il mancato adempimento dei voti: come possono considerarsi meno meritevoli quelle anime che per cause sovrastanti e indipendenti da loro, come Piccarda e Costanza, non poterono tenere fede alla promessa che avevano fatto a Dio? Il secondo dubbio riguarda invece la dottrina platonica secondo cui le anime, dopo la morte, tornano nei cieli alla sede che occupavano prima di incarnarsi.

    Beatrice comincia dal secondo punto, più importante. La teoria platonica: le anime infatti non stanno in sedi differenti, ma si trovano tutte nell’Empireo, ognuna con il proprio grado di beatitudine A Dante esse appaiono disposte nei differenti cieli, che si avvicinano progressivamente a Dio perché in questo modo egli possa comprendere meglio i vari gradi di beatitudine. La dottrina di Platone può essere accolta eventualmente solo in via metaforica.

    Beatrice chiarisce poi il secondo dubbio di Dante, sui voti mancati delle anime. La volontà umana è tale che Piccarda e Costanza, se avessero voluto affrontare violenze ulteriori. Per questo esse sono meno meritevoli. Nel passato vi furono grandi uomini dalla volontà incrollabile: i martiri ad esempio, che affrontarono la morte pur di testimoniare e conservare intatta la loro fede, o ancora Muzio Scevola, l’eroe romani. Le parole di Beatrice non sono in contraddizione con quelle di Piccarda, che aveva sottolineato come Costanza in cuor suo fosse sempre rimasta fedele a Dio: Beatrice infatti si riferisce alla volontà relativa, mentre Piccarda parlava della volontà assoluta.

    Dante ringrazia Beatrice e le pone un’altra domanda: è possibile compensare i voti mancati con altre opere di uguale peso? Beatrice sorride con tanta dolcezza che Dante, sopraffatto, deve distogliere lo sguardo da lei.