Share:
Condividi

Riassunto Canto Purgatorio 3 - Riassunto Canto Purgatorio 3 di Virgilio e Manfredi

Dante e Virgilio stanno sostando nell’Antipurgatorio, dopo che atone ha disperso gli spiriti che, avendoli incontrati, indugiavano. Virgilio appare turbato per rimprovero subito dal guardiano; mentre Dante, che non vede l’ombra del poeta accanto a sé (egli, infatti, è un puro spirito), teme di essere abbandonato. Il poeta esorta ad aer fiducia e riflette proprio corpo sepolto a Napoli, poi sul proprio destino di uomo eluso dalla salvezza eterna: la ragione umana da sola conclude, non può penetrare i misteri divini. Parlano,  due poeti giungono così ai piedi del monte del Purgatorio: esso però è il pi ripido, persino della costa ligure e i pellegrini non trovano un punto dal quale iniziare l’ascesa. Scorgono allora un gruppo di anime, trovano un punto dal quale iniziare l’ascesa. Scorgono allora un gruppo di anime, che procedono simili a pecorelle, e che si stupiscono nel vedere l’ombra proiettata da loro da che parte andare. Lo spirito, biondo e di nobile aspetto, si mostra piagato da ferite; e poiché Dante non lo riconosce, rivela di essere Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, morto nella battaglia di Benevento. Egli deve passare nell’Atipurgatorio un periodo pari a trenta volte quello che ha vissuto in terra come scomunicato, a meno che le preghiere dei vivi non abbrevino la sua pena Il papa e il vescovo di Cosenza hanno privato della sepolta il suo cadavere disperdendone le ossa, senza aver nessuna pietà per lui; ma egli, che prima di morire si è sentito dei propri peccati e affidato alla bontà di Dio, potrà ottenere la salvezza.