Riassunto Canto Paradiso 28 – Beatrice ha terminato il suo discorso. Dante la guarda negli occhi e vede un punto luminosissimo riflesso in essi. Allora, egli si volta per accertarsi che esso corrisponda a una luce reale, e vede effettivamente un punto luminoso incredibilmente piccolo, attorno al quale ruota velocissimo un cerchio di fuoco, a sua volta cinto da altri otto cerchi Essi sono progressivamente più lenti nel ruotare e meno luminosi, a seconda della distanza dal punto di luce che si trova il centro.

Beatrice spiega a Dante che da quel punto dipende il cielo e tutta la natura; il cerchio che gli sta più vicino si muove più velocemente perché  stimolato direttamente da esso. Dante si chiede come mai il cerchio più vicino alla terra è quello più lento e lontano da Dio, contrariamente all’immagine che ha davanti agli occhi. Beatrice gli risponde: le sfere corporee, che circondano la terra, sono più grandi o più piccole a seconda della maggiore o minore quantità di virtù in esse diffusa; il cerchio più grande, quello che avvolge tutti gli altri e che risulta più distante dalla terra, corrisponde a quello che contiene più amore ed è più piccolo e più vicino a Dio. Il mondo sensibile, dunque, appare rovesciato rispetto al modello intelligibile che Dante ha davanti agli occhi.

Dante è rasserenato dalla spiegazione. Beatrice tace e i cerchi risplendono e cantano inni di lode a Dio. Beatrice, allora illustra al poeta la distribuzione delle intelligenze angeliche nei vari cerchi: i Serafini stanno nel primo; seguono i Cherubini e i Troni; nei tre cerchi successivi si trovano Dominazioni, Virtrù e Podestà; negli ultimi tre, infine, i Principati, gli Arcangeli e gli Angeli. Tutti gli ordini angelici guardano in alto verso Dio e emanano la loro influenza verso il basso. Fu san Dionigi a classificare correttamente le gerarchie angeliche; san Gregorio, invece, si distaccò da lui nel descriverle, errando. A san Dionigi, la corretta disposizione fu rivelata da san Paolo, che l’aveva vista con i suoi occhi.