Riassunto Canto Inferno 12 – Dante e Virgilio stanno per accedere al settimo cerchio dove sono puniti i violenti. La parete rocciosa che delimita il cerchio appare franata e l’unico varco  è occupato dal Minotauro, mostro mitologico nato dall’unione di un toro con Pasifae, moglie del leggendario re di Creta Minosse. Virgilio intima al mostro di spostarsi e lasciare libero il passaggio. La parete rocciosa, racconta Virgilio, franò in seguito al violento terremoto che si ebbe quando Cristo morì sulla croce.

Ai piedi della rupe scorre un fiume di sangue bollente, il Fleetone, nel quale sono immersi i violenti contro il prossimo, che furono in vita assassini o predoni. Sulla riva, che si allunga ad arco, tra la parete rocciosa e il fiume, corrono i centauri, creature mitologiche per età uomini e per metà cavalli I centauri, tra cui Chirone, Nesso e Folo, sono armati di frecce che scagliano contro quei dannati che cercano di emergere dal fiume di sangue bollente.

Chirone si accorge della presenza dei due pellegrini e rimane stupito dal fatto che Dante riesca a muovere gli oggetti che tocca. Virgilio spiega ce il poeta è ancora vivo e che si trova in Inferno per volere i Dio Uno dei centauri su richiesta di Virgilio, accompagna i due poeti dall’altra parte del fiume; nel frattempo indica loro le anime che si trovano orrendamente immerse nel sangue: tra esse si riconoscono numerosi personaggi storici, briganti, tiranni e feroci condottieri, come Alessandro Magno, Attila e il trevigiano Ezzelino da Romano.