Lo stalinismo – Cos’è Lo stalinismo

Negli anni della rivoluzione russa e della successiva Guerra civile, tutti i capi bolscevichi erano convinti che lo Stato sovietico avrebbe potuto sopravvivere solo se non fosse rimasto isolato e il comunismo avesse trionfato anche in altri Paesi europei.

Invece, dopo il fallimento dei tentativi rivoluzionari in Germania, Austria e Ungheria nel 1919-1920, cominciò ad emergere la convinzione che per un periodo più o meno lungo la Russia sarebbe rimasta l’unico Stato comunista in un contesto europeo di Paesi a economia capitalista.

In verità una componente del Partito bolscevico, la cosiddetta Sinistra guidata Trockij, continuò a sostenere la necessità di una rivoluzione permanente, cioè di fare ogni sforzo per estendere la rivoluzione in altri Paesi.

Ai capi sovietici fu chiaro fin da principio che, per poter conservare una società comunista in un mondo dominato dal sistema capitalistico, bisognava fare dell’URSS una grande potenza economica e militare. Ma l’Unione Sovietica era uscita dal periodo bellico e rivoluzionario in condizioni economiche disastrose.

Secondo Trockji e la Sinistra i capitali necessari per avviare lo sviluppo industriale dovevano essere ottenuti attraverso una collettivizzazione dell’agricoltura sottoposta al rigoroso controllo dallo Stato.

Secondo la cosiddetta Destra, che faceva capo a Nikolaj Bucharin bisognava lasciare ai contadini un guadagno personale, stimolandoli in tal modo ad aumentare la produzione; in questo modo avrebbero richiesto una maggiore quantità di prodotti industriali con il risultato di favorire lo sviluppo dell’industria.

I contrasti esistenti tra i bolscevichi furono sfruttati da Stalin in modo abile e spregiudicato nella lotta per il potere che si aprì in Unione Sovietica a partire dal 1922, quando Lenin abbandonò la vita politica, e ancor più dal 1924 quando morì.

Stalin infatti dapprima si alleò cn la Destra per sconfiggere ed emarginare la Sinistra, i cui esponenti furono costretti a lasciare le cariche politiche: Trockij, nel 1929, fu anche esiliato. Poi, nel 1928-1929, quando ormai la Sinistra era stata messa a tacere, Stalin fece proprio il suo programma sull’industrializzazione e cacciò il gruppo di Bucharin dagli organi di potere.

Cominciava in URSS la dittatura personale di Stalin, lo stalinismo. Dopo che già al tempo di Lenin la democrazia era stata eliminata all’interno della società sovietica, ora veniva totalmente negata anche all’interno dello stesso PCUS. Durante la rivoluzione e nei primi anni a essa successivi, tra i bolscevichi c’era sempre stata una discussione vivace e aperta.

Nel 1929 Stalin decise di intraprendere un programma di collettivizzazione agraria, sostanzialmente nelle forme previste dalla Sinistra trockjsta. D’altra parte, nella lotta per il potere aveva ormai emarginato dalle cariche politiche gli esponenti più rappresentativi di quest’ultima e stava portando a termine un’operazione simile contro la Destra, che sosteneva la NEP: abbandonare la nuova politica economica significava pertanto dare un duro colpo al gruppo di Bucharin.

I contadini in molti casi cercarono di resistere con ogni mezzo alla collettivizzazione forzata. Le maggiori resistenze vennero dai kulaki, contro i quali furono adottate misure eccezionali che portarono al loro sterminio: arresti, fucilazioni in massa e soprattutto deportazioni in campi di lavoro forzato.

L’organizzazione di tali campi fece capo dal 1930 per lo più al Gulag. Nei gulag i lavoratori vennero utilizzati soprattutto a sostegno dell’industrializzazione, avviata nel frattempo da Stalin.

In campo agricolo i risultati della collettivizzazione furono piuttosto limitati. Infatti i contadini lavoravano nelle aziende collettive solo perché costretti e senza incentivi individuali.

La collettivizzazione agraria fu usata in primo luogo come base per lo sviluppo industriale a cui lo stalinismo diede avvio,a  tappe forzate, dal 1929. I motivi fondamentali per cui, secondo Stalin, occorreva assolutamente e rapidamente fare dell’URSS, una potenza industriale e militare erano la sopravvivenza del comunismo e la stessa indipendenza dell’Unione Sovietica, che si trovava circondata da Paesi capitalisti.