L’affidamento familiare – Cos’è l’affidamento familiare

L’affidamento familiare si propone allo scopo di favorire la crescita e l’educazione di un minore che si trovi in una situazione di abbandono temporaneo.

Possono verificarsi ipotesi in cui un minore, pur non trovandosi nello stato bandono previsto dalla legge sull’adozione, viva una situazione di temporanea mancanza di un ambiente familiare idoneo; questo può succedere quando nella famiglia siano presenti situazioni di difficoltà personale, sociale o economica che incidano negativamente sulla condizione del minore.

Pensiamo ad esempio all’ipotesi di un bambino i cui genitori siano tossicodipendenti, quindi bisognosi di cure, e non abbia altri familiari che possano provvedere a lui.

In questi casi può essere disposto l’affidamento, come l’ipotesi in cui i genitori si oppongono, è il Tribunale dei minori che ordina l’affidamento.

Vengono nominati affidatari preferibilmente famiglie che abbiano figli minori, oppure persone singole che siano ritenute idonee ad assicurare al minore un sano percorso educativo. Se ciò non risulta possibile, si provvede ad assegnare il minore a comunità di tipo familiare.

L’affidatario assume gli stessi obblighi dei genitori verso i figli minori, sia sotto l’aspetto materiale che sotto quello morale e formativo.

Quando la situazione di temporaneo abbandono viene a cessare, finisce anche l’affidamento.

Può però verificarsi che il disagio temporaneo si trasformi in abbandono definitivo, il che renderà possibile l’avvio del procedimento di adozione.