La vita nelle trincee – Informazioni sulla vita nelle trincee

Diventa assai presto da guerra di movimento una guerra di posizione, in cui i due schieramenti si fonteggiavano a poche centinaia o addirittura poche decine di metri, la Prima guerra mondiale fu vissuta dai soldati principalmente in trincea. Quest’opera di fortificazione era costituita da una fitta rete di fossati – disposti per lo più su due o tre linee à che servivano per proteggere le truppe dai colpi delle mitragliatrici nemiche. Il fossato era a sua volta difesa da una serie di reticolati di filo spinato per impedire o frenare l’assalto degli avversari.

I soldati in trincea trascorrevano ore e giorni senza aver nulla da fare, senza potersi muovere, spesso impantanati nel fango per l’acqua piovana che allagava i fossati. Alla monotonia si aggiungeva l’angoscia nell’attesa di un ordine d’attacco contro le postazioni nemiche o di un contrattacco da parte degli avversari.

Sulle penose condizioni delle giornate in trincea viene riportata la testimonianza di un soldato, raccolta dallo storico francese Jean-Baptiste Duroselle:

Un odore sgradevole ci prende alla gola nella nostra nuova trincea. Piove a dirotto e troviamo dei tel da tenda sulle pareti. L’indomani, all’alba, constatiamo che le nostre tincee sono scavate in un carnaio; i teli da tenda nascondevano la vista di cadaveri e rottami. Dopo qualche giorn del sole, le mosche ci invadono, l’appetito è scomparso. Quando i fagioli ed il riso possono arrivarci, li scaraventiamo oltre il parapetto. Solo il vino e la grappa sono i benvenuti. Gli uomini hanno un colorito torreo, gli occhi segnati. Al secondo posto, fra i va, venivano i topi e i pidocchi, moltiplicati dalla promiscuità di quegli uomini mai svestiti, raramente calzati e lavati, dall’abbondanza dei resti di paglia nei rifugi, dove l’odore acre dell’urina era indicibile, e i rifiuti sparsi un po’ dappertutto.