La successione – Cos’è la successione

L successione comporta il subentro di una o più persone nella posizione giuridica di altri.

Essa può avvenire, oltre che per atti tra vivi, per causa di morte (successione mortis causa).

La successione a causa di morte, in cui la persona definitiva viene giuridicamente identificata come de cuius (espressione latina che indica la persona della cui eredità si tratta), si distingue in relazione al titolo in:

successione legittima;

successione testamentaria;

successione necessaria.

Possono succedere ad altri per causa di morte le persone fisiche nate o concepite nel momento dell’apertura della successione, nonché in determinati asi, i nascituri.

La capacità di succedere è inoltre riconosciuta alle organizzazioni collettive.

Sono esclusi dalla successione coloro che abbiano commesso atti gravi contro il de cuius o i suoi parenti prossimi. Tra gli atti gravi sono inclusi l’omicidio, il tentato omicidio e la calunnia e l’istigazione al suicidio.Le persone riconosciute indegne alla successione possono essere riabilitate tramite una dichiarazione del de cuius contenuta nel testamento o  resa con atto pubblico.

La successione si apre alla morte della persona nel luogo del suo ultimo domicilio.

Con l’apertura della successione si apre la fase della delazione ereditaria, che consiste nell’offerta dell’eredità a uno o più soggetti definiti chiamati.

La successione a causa di morte può essere a titolo universale, conferendo la qualità di erede, o a titolo particolare, che attribuisce la qualità di legatario. L’erede subentra nell’intero patrimonio del de cuius o in una quota di esso. Si assume la qualità di erede con l’accettazione dell’eredità, che comporta anche l’esposizione ai debiti del defunto.

Il legatario subentra solo nella titolarità di alcuni beni, o di alcuni diritti patrimoniali del de cuius. Può ad esempio succedere che una persona lasci alla figlia erede tutto il suo patrimonio, tranne una raccolta di quadri d’autore che lascia al proprio Comune legatario.