La comunità economica europea – Cos’è la comunità economica europea

Se il consiglio d’Europa ebbe un significato prevalentemente simbolico, nell’Aprile del 1951 sei Paesi europei sottoscrissero invece un accordo apparentemente assai più limitato, ma con un immediato valore pratico. Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Olanda diedero infatti vita alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio, un organismo sovranazonale per il controllo della produzione e dei prezzi di queste due merci. Era chiaramente un’applicazione della formula funzionalista: stabilire una politica comune fra più Stati su settori singoli e delimitati.

Se la CECA rappresentava dunque una prima forma di reale integrazione europea, essa però nasceva anche in base a scelte legate alla tradizionale politica degli Stati nazionali: per esempio la volontà francese di controllare la ripresa economica tedesca in due ambiti di fondamentale importanza, come il carbone e l’acciaio.

Lo provano anche i due livelli di autorità a cui spettavano le decisioni: uno nazionale e uno sovranazionale, realmente comunitario. C’è da notare che questa forma mista di gestione del potere si sarebbe poi ripetuta in tutti i successivi sviluppi dell’integrazione europea.