demonimitologici.jpg (271×186)

Demoni Mitologici – Chi sono i Demoni Mitologici – Informazioni sui Demoni Mitologici

Già nei primi secoli del Medioevo si era affermata la tendenza a trasformare alcune divinità pagane in demoni.

Lo stesso aspetto attribuito tradizionalmente ai diavoli (le corna, la coda, le zampe di capro) deriva da quello del satiri, creature semidivine, di aspetto metà umano e metà bestiale, associate al culto di Bacco, sensuale dio del vino, e perciò immediatamente attraente dai cristiani nella sfera del peccato, mentr eil forcone brandito dei demoni pare derivare dal tridente di Nettuno, Dante si pone in questa tradizione quando sceglie, come guardiani infernali, alcuni personaggi del mitico classico: Caronte nel III Canto, Minosse nel V, Cerbero nel VI, Pluto nel VII, legias nel VIII, le tre Furie (Megera, Aletto, Tesifone) e Medusa nel IX, i Centauri nel XII, le Arpie nel XIII, erione nel XVII.

Tuttavia, egli ha anche presente la letteratura latina: Caronte, Minosse, Cerbero e Gerione, infatti, compaiono già nell’Eneide di Virgilio con un ruolo analogo a quello che attribuirà a loro Dante. che cambia decisamente, tuttavia, è la rappresentazione di quelle stesse figure: severe e terribili nel poema latino, esse acquistano nella Commedia marcati tratti comico-grotteschi (confermati m del resto, dallo spaventoso ritratto di Lucifero). Anche le Arpie, esse pure già presenti nell’Eneide, assolvono a un compito terribile e macabro straziare i suicidi mutati in piante), sebbene senza tratti comici. I Centauri invece, rappresentano una sorta di eccezione pur colpendo con le loro frecce i violenti, conservano un’insolita fierezza e nobiltà. Anche nella rappresentazione dei demoni mitologici, insomma, Dante realizza un’originale fusione di tradizione colta e spirito popolare, ossequio al modello virgiliano e creazione personale.