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    La fattura – Cos’è la fattura

    La fattura è il documento che attesta l’esecuzione del contratto di vendita e il diritto dell’impresa venditrice di riscuoterne il prezzo.

    La fattura è il documento commerciale più importante della vendita e deve essere emessa dal venditore, in forma cartacea o come fattura elettronica al momento dell’effettuazione dell’operazione, vale a dire al momento della consegna o della spedizione della merce oppure della riscossione del corrispettivo, nel caso di prestazione di servizi.

    La fattura si considera emessa al momento della consegna o spedizione oppure della trasmissione per via elettronica alla controparte. Per le operazioni effettuate nello stesso giorno nei confronti del medesimo destinatario può essere emessa una sola fattura.

    La fattura può essere immediata o differita.

    Si ha una fattura immediata quando l’emissione ha luogo entro il giorno di consegna o spedizione della merce o al momento del pagamento, se è anticipato rispetto alla consegna.

    Nel caso di trasporto a mezzo vettore, la fattura immediata deve essere integrata con le stesse annotazioni viste per il documento di trasporto.

    Si ha una fattura differita quando la spedizione o la consegna della merce risulta da un apposito documento di trasporto o di consegna e l’impresa venditrice si avvale della possibilità di emettere la fattura entro il quindicesimo giorno successivo a quello della consegna o spedizione dei beni.

    Il valore aggiunto – Cos’è il valore aggiunto

    Il valore aggiunto è il nuovo valore che ogni partecipante al processo produttivo crea per il tramite di successive lavorazioni e manipolazioni di una materia o bene preesistente.

    L’imposta da versare all’Amministrazione Finanziaria dello Stato viene determinata applicando al valore aggiunto.

    Sono:

    aliquota ordinaria del 21% sulla maggior parte dei beni e servizi;

    aliquota ridotta del 10% ad applicare ad alcune categorie di beni;

    aliquota super-ridotta del 4% da applicare su beni di prima necessità.

    L’imposta sul valore aggiunto – Cos’è l’imposta sul valore aggiunto

    L’imposta sul Valore Aggiunto è un’imposta indiretta vigente in tutti i Paesi dell’Unione Europea che si applica sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso e che grava sui consumatori finali.

    Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non devono essere una donazione, ma devono riguardano pagamento di un prezzo.

    L’inventario – Cos’è l’inventario

    L’inventario è l’insieme delle operazioni attraverso le quali si definisce il patrimonio dell’impresa in un determinato momento. Il termine inventario può essere riferito anche al prospetto che evidenzia la composizione del patrimonio.

    L’inventario si dirige attraverso queste operazioni:

    la ricerca dei beni che costituiscono il patrimonio dell’azienda;

    la descrizione delle caratteristiche qualitative e quantitative dei beni;

    la classificazione dei beni in categorie omogenee;

    la valutazione dei beni in base alla moneta di conto;

    la rappresentazione dei beni classificati e valorizzati in un prospetto detto inventario.

    La contabilità delle vendite – Cos’è la contabilità delle vendite

    La contabilità delle vendite riguarda la gestione delle operazioni di vendita effettuate dall’impresa e dei rapporti di credito con i clienti.

    I documenti originari sui quali sono basate le rilevazioni sono sia i documenti di vendita che i documenti di incasso.

    La contabilità delle vendite si basa sul registro delle fatture emesse, sul partitario clienti, sul registro delle cambiali attive e sullo scadenzario dei crediti e delle cambiali attive.

    Nel registro delle fatture emesse sono annotate le fatture di vendita e il proprietario clienti è l’insieme dei conti accesi ai clienti.

    La contabilità con le banche – Cos’è la contabilità con le banche

    La contabilità con le banche rileva i pagamenti e le riscossioni regolate dall’impresa tramite i conti correnti bancari.

    La maggior parte delle imprese intrattiene rapporti finanziari non con una sola banca ma con più enti creditizi. Per ciascun rapporto di conto corrente, l’impresa accende un apposito conto banca intestato alla banca interessata.

    Le regole di registrazione nei conti accesi alle banche sono quelle dei conti di natura finanziaria: le entrate in Dare, le uscite in Avere.

    La contabilità di cassa – Cos’è la contabilità di cassa

    La contabilità di cassa è una scrittura cronologica che registra i movimenti che derivano dagli incassi e dai pagamenti in denaro effettuati dall’impresa.

    Le registrazioni vengono trascritte sul registro di cassa, detto anche libro cassa, sul quale vengono annotati la data e la descrizione dell’operazione, gli importi delle entrate e delle uscite.

    La prima nota – Cos’è la prima nota

    La prima nota è una scrittura cronologica elementare che, traendo i dati dai documenti originari, elenca in ordine di tempo e senza particolari regole le operazioni aziendali che vengono compiute.

    La prima nota serve per annotare a scopo di memoria i fatti di gestione ed è propedeutica alla redazione delle scritture sezionali e della contabilità generale.

    Le scritture obbligatorie – Cosa sono le scritture obbligatorie

    Le scritture obbligatorie sono quelle scritture la cui compilazione è imposta dal codice civile, dalla normativa fiscale o da altre leggi speciali.

    Le scritture obbligatorie variano a seconda della forma giuridica dell’impresa e, secondo le disposizioni tributarie, in base al volume annuo d’affari.

    Il codice civile impone agli imprenditori commerciali la tenuta di questi libri contabili:

    il libro giornale, ovvero un registro cronologico che riporta in ordine di data le operazioni di gestione che vengono effettuate;

    il libro degli inventari, che evidenzia il patrimonio dell’impresa alla costituzione al termine di ogni esercizio o anche in particolari momenti della gestione;

    le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’imprenditore come per le società di capitali e i libri sociali obbligatori.

    Le scritture facoltative – Cosa sono le scritture facoltative

    Le scritture facoltative sono richieste da esigenze pratiche e consentono di organizzare o gestire l’impresa. Poiché la tenuta di registrazioni comporta dei costi amministrativi, ogni scrittura facoltativa viene effettuata solo se effettivamente utile.

    Sono scritture facoltative i libri delle cambiali attive e passive, gli scadenzari, il registro degli ordini in sospeso, etc.