Materie Scolastiche

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    Visualizza gli articoli pubblicati in data giugno 7, 2014

    La gestione aziendale – Cos’è la gestione aziendale

    La gestione aziendale è formata da una molteplicità di operazioni, tra loro coordinate e collegate, effettuate per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

    La gestione è unitaria nel tempo perché le operazioni compiute condizionano le operazioni future e sono, a loro volta, conseguenza di operazioni precedenti.

    La gestione è unitaria nello spazio in quanto le varie operazioni compiute simultaneamente, o entro un certo periodo di tempo, sussistono forti legami di interdipendenza anche spaziale. Per esempio, l’impresa può essere disposta, per accaparrarsi determinati clienti ritenuti “importanti”, a vendere a prezzi particolarmente bassi.

    Il coordinamento tra le molteplici operazioni di gestione si realizza tramite l’organizzazione.

    La comunicazione integrata – Cos’è la comunicazione integrata

    La comunicazione integrata è l’insieme dei processi di creazione, scambio e di condivisione di messaggi rivolti ai soggetti interni ed esterni all’azienda.

    Il primo importante compito della comunicazione integrata consiste nel supportare la gestione delle risorse umane interne all’azienda favorendo lo sviluppo della struttura organizzativa, in quanto, la comunicazione assume un ruolo decisivo nel funzionamento dell’organizzazione.

    La comunicazione, generando un senso di identificazione e di appartenenza all’azienda da parte del personale, rende più stabili ed efficaci i rapporti interpersonali dentro l’organizzazione agendo in una duplice direzione.

    La struttura funzionale – Cos’è la struttura funzionale

    La struttura funzionale è tipica delle aziende di medie dimensioni che operano in contesti ambientali non particolarmente complessi. Nella struttura funzionale trovano collocazione gli organi della linea intermedia ai quali il vertice strategico ha delegato lo svolgimento delle funzioni in cui è articolata l’attività aziendale, definendone i poteri e le responsabilità.

    Il potere decisionale segue linee di comando gerarchiche che possono essere più o meno lunghe e viene suddiviso tra i vari responsabili di funzione, dipendenti dallo stesso vertice strategico e aventi tutti lo stesso grado.

    L’organigramma – Cos’è l’organigramma

    L’organigramma è una rappresentazione grafica che visualizza la struttura organizzativa di un’impresa, dando immediata percezione delle articolazioni e delle suddivisioni a cui corrispondono i diversi organi, con le loro posizion gerarchiche e i loro rapporti funzionali. Il funzionigramma completa la rappresentazione della struttura organizzativa descrivendo analiticamente le attività (compiti e mansioni) assegnate agli organi dell’azienda.

    Gli organigrammi consentono di esaminare la macrostruttura organizzativa nella sua dimensione verticale, mettendo in risalto la scala gerarchica dell’impresa con le posizioni di comando e di subordinazione dei diversi organi aziendali.

    I funzionigrammi consentono invece di esaminare la microstruttura organizzativa nella sua dimensione orizzontale in quanto descrivono analiticamente le competenze, i compiti e le responsabilità assegnati a ciascun organo.

    La funzione aziendale – Cos’è la funzione aziendale

    Una funzione aziendale è formata da una serie di attività aventi la stessa natura, riunite tra loro perché riguardanti lo stesso oggetto operativo e finalizzate al raggiungimento degli obiettivi dell’impresa.

    L’articolazione delle attività aziendali in funzioni permette di individuare, analizzando e confrontando i dati dove è necessario interventire per ridurre i costi o per migliorare il prodotto/servizio; l’analisi delle funzioni permette inoltre di individuare quali attività devono essere svolte all’interno dell’azienda e quali invece possono essere affidate a soggetti esterni detti outsourcing.

    Le funzioni aziendali sono tra loro strettamente collegate in quanto l’una influenza l’altra e viceversa.

    Il contratto di rete – Cos’è il contratto di rete

    Con il contratto di rete due più imprese si obbligano a esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di favorire l’innovazione e di accrescere la reciproca capacità di competere.

    Il contratto di rete deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e deve indicare:

    gli obiettivi strategici e delle attività comuni poste a base della rete che dimostrino il miglioramento della capacità innovativa e della competitività sul mercato;

    la durata del contratto, le modalità di adesione di altre imprese e le relative ipotesi di recesso;

    l’individuazione di un programma di rete, che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascuna imprese partecipante e le modalità di realizzazione dello scopo comune.

    Alle imprese che aderiscono al contratto di rete sono riservate particolari agevolazioni fiscali e finanziarie.

    Il distretto industriale – Cos’è il distretto industriale

    Il distretto industriale rappresenta una modalità organizzativa del processo produttivo in cui sistemi di imprese interagiscono per la produzione di uno stesso bene, in un’area territoriale circoscritta, sia naturalisticamente sia storicamente.

    Le caratteristiche essenziali di un distretto industriale sono:

    un’area territorialmente precisa e delimitata;

    la presenza nell’area di imprese artigianali e di piccole o medie dimensioni;

    la produzione di un prodotto specifico svolto con la compartecipazione tra più aziende;

    l’esistenza di una filiera produttiva che favorisce stretti legami tra committenti e fornitori;

    la presenza di istituzioni locali che agevolano la crescita economica del distretto.

    Il settore primario, secondario e terziario – Informazioni sul settore primario, secondario e terziario

    Il sistema produttivo di un Paese è formato dall’insieme delle aziende operanti nel territorio; all’interno di qualsiasi sistema produttivo possono essere individuati tre settori:

    il settore primario, composto dalle aziende di caccia e pesca, dalle aziende agricole che si dedicano alla coltivazione di terreni, alla svincolatura e all’allevamento del bestiame, dalle aziende estrattive che si dedicano allo sfruttamento delle cave, torbiere e miniere;

    il settore secondario, dove operano le aziende di costruzione edile e le aziende industriali, queste ultime a seconda del settore merceologico in cui operano possono essere tessili, chimiche, alimentari, meccaniche, siderurgiche, etc;

    il settore terziario, composto dalle aziende di servizi tradizionali e innovativi, dalle aziende commerciali all’ingrosso e al dettaglio, dalle aziende bancarie e di assicurazione, dalle aziende finanziarie, dalle aziende di consulenza, etc.

    La localizzazione – Cos’è la localizzazione

    La localizzazione riguarda la scelta ottimale del luogo dove insediare l’attività produttiva affinché l’impresa consegua vantaggi economici, generalmente derivanti dalla riduzione dei costi di fabbricazione e di distribuzione.

    Oltre che al risparmio relativo ai costi, le scelte di localizzazione sono influenzate da molteplici circostanze e dipendono da numerosi fattori.

    In alcuni casi la localizzazione è una scelta obbligata in quanto il processo produttivo presenta vincoli tecnici tali da rendere impossibile collocare altrove la produzione.

    Le imprese possono localizzare la produzione sul territorio nazionale, oppure delocalizzarla in Paesi che presentano condizioni più favorevoli e che consentono di sostenere minori costi di produzione.

    La delocalizzazione ha come presupposto il decentramento del processo produttivo, tuttavia è importante sottolineare che questo può avvenire verso imprese operanti nello stesso territorio nazionale, come per esempio accade nei distretti industriali, oppure, a seconda della convenienza economica, le fasi produttive possono essere trasferite verso imprese dislocate in altri Paesi generalmente in via di sviluppo.