Materie Scolastiche

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    L’equilibrio patrimoniale e finanziario – Informazioni sull’equilibrio patrimoniale e finanziario

    L’analisi della struttura del patrimonio deve perette all’imprenditore di verificare alcune condizioni, di seguito descritte:

    L’esistenza di corretti rapporti tra impieghi e fonti di finanziamento, in altre parole se nell’impresa i è una equilibrata correlazione fra fonti di finanziamento e impieghi.

    E’ evidente infatti che i fattori produttivi a lungo ciclo di utilizzo degli impianti, i macchinari, gli automezzi, etc. proprio perché destinati a permettere per lungo tempo nel patrimonio dell’impresa, devono essere finanziati da capitali che saranno rimborsati a medio lungo termine.

    Se si utilizzano fonti a breve, come per esempio un prestito bancario, per finanziare fattori a lungo ciclo di utilizzo, come per esempio un macchinario,l o’impresa incasso di richiesta di rimborso, potrebbe trovarsi in difficoltà finanziarie. Infatti il ritorno monetario di un macchinario, realizzato attraverso la vendita dei prodotti si attua in un arco di tempo lungo; la banca può invece richiedere il rimborso del prestito in qualunque momento.

    L’esistenza di rapporti ottimali tra capitale proprio e capitale di debito, in altre parole se l’impresa è sufficientemente capitalizzata, quindi dotata di adeguati mezzi propri.

    In una situazione ottimale l’indebitamento non deve superare l’importo del capitale proprio. Un eccessivo ricorso al capitale di debito non solo comporta il pagamento di interessi passivi che possono alterare la redditività, ma compromette anche la crescita futura dell’impresa che troverà difficoltà nel reperire nuovi capitali perché i finanziatori potranno nutrire seri dubbi sulle sue effettive possibilità di rimborso.

    L’esistenza di rapporti opportuni tra attivo immobilizzato e attivo circolante. Un’impresa è tanto più elastica e flessibile quanto più alta è la percentuale dell’attivo circolante rispetto all’attivo immobilizzato.

    Per poter effettuare un’analisi del patrimonio si deve procedere a una riclassificazione delle fonti e degli impieghi. In particolare le fonti dovranno essere raggruppate in:

    patrimonio netto (o capitale proprio), che rappresenta una parte di finanziamento permanente;

    passività consolidate

    passività correnti, comprendenti anche i ratei passivi e i risconti passivi.

    Gli impieghi dovranno essere raggruppati in:

    attivo immobilizzato, al netto dei fondi ammortamento;

    rimanenze;

    crediti;

    disponibilità liquide.

    Il patrimonio di funzionamento – Cos’è il patrimonio di funzionamento aziendale

    Il patrimonio di funzionamento si determina al termine di ogni periodo amministrativo in stretta connessione con il reddito d’esercizio. Ciò in quanto fanno parte del patrimonio, oltre alle disponibilità liquide e ai crediti e debiti, anche tutti i costi e ricavi non di competenza del periodo amministrativo che daranno la loro utilità in futuro.

    Il patrimonio di funzionamento è costituito da:

    costi e ricavi residuali (che non hanno partecipato alla determinazione del reddito d’esercizio) in quanto non di competenza del periodo amministrativo e che sono da rinviare all’esercizio futuro;

    crediti e disponibilità liquide;

    debiti verso finanziatori e fornitori;

    ratei, fondi  oneri e fondi rischi.

    Il prospetto della situazione patrimoniale – Informazioni sul prospetto della situazione patrimoniale

    La situazione patrimoniale è costituita da un prospetto nel quale si elencano gli elementi attivi e passivi che compongono il patrimonio a una certa data. Definiamo:

    attività gli investimenti effettuati dall’impresa che, considerati in un dato momento (generalmente il 31/12), sono ancora in grado di dare in futuro un’utilità (costi non di competenza: brevetti, fabbricati automezzi, attrezzature, impianti, merci in magazzino, etc.), i crediti verso terzi e le disponibilità liquide; l’insieme delle attività corrisponde agli impieghi.

    passività i debiti (verso fornitori, verso banche, verso creditori diversi, etc.) sono i finanziamenti ottenuti a titolo di capitale di debito e non ancora estinti;

    patrimonio netto a differenza tra attività e passività; coincide con il capitale proprio dell’impresa (finanziamenti effettuati dall’imprenditore individuale o dai soci e utili non prelevati).

    Per determinare il patrimonio netto è necessario che tutti gli elementi del patrimonio siano espressi in un’unica unità di misura la moneta. Il processo di indicazione in moneta degli elementi patrimoniali prende il nome di valutazione.

    Il prospetto che rappresenta il patrimonio è suddiviso in due sezioni: a sinistra si scrivono le attività, corrispondenti agli impieghi; a destra si scrivono le passività e il patrimonio netto corrispondenti ai finanziamenti di capitale di debito e di capitale proprio.

    Il patrimonio dell’impresa – Informazioni sul patrimonio dell’impresa

    Il patrimonio dell’impresa è l’insieme dei beni economici che, in un dato istante temporale, sono a disposizione del soggetto aziendale. Se riferito alla fine del periodo amministrativo prende il nome di patrimonio di funzionamento.

    i fabbricati, gli impianti, le attrezzature, le materie prime, i prodotti e le merci ancora in magazzino, i crediti, il denaro, etc. costituiscono gli elementi del patrimonio; il soggetto aziendale deve avere non solo il diritto di utilizzarli, consumarli, trasformarli, scambiarli, riscuoterli impiegarli, ma anche a possibilità effettiva di farlo avendone il possesso materiale. Questi beni daranno la loro utilità in futuro, quando il loro sfruttamento permetterà all’impresa di ottenere un reddito.

    I beni patrimoniali sono inoltre gravati da debiti che il soggetto aziendale ha contratto; i mutui, i prestiti a breve e medio termine, le cambiali da pagare dovranno essere estinti utilizzando la liquidità disponibile o mezzi da ottenere con operazioni di disinvestimento o con nuovi finanziamenti.

    La composizione del patrimonio muta continuamente nel tempo; i beni si avvicendano attraverso e operazioni di investimento e di disinvestimento; i crediti e i debiti si accendono e si estinguono; il denaro entra ed esce.

    Possiamo equiparare il patrimonio alla fotografia di un insieme in movimento. Fotografie scattate in istanti successivi danno luogo a immagini diverse; così il patrimonio determinato in un momento risulta diverso da quello determinato in momenti precedenti o successivi. Uno stesso oggetto può inoltre dar luogo a immagini diverse a seconda dell’angolatura da cui la fotografia è scattata; analogamente possiamo avere diverse “fotografie” del patrimonio a seconda dello scopo per il quale lo stesso viene determinato.

    Il principio di competenza economica – Informazioni sul principio di competenza economica aziendale

    Per determinare il risultato economico di un esercizio, separandolo da quello degli esercizi precedenti e successivi, deve essere seguito il principio della competenza economica dei costi e dei ricavi e non quello della loro manifestazione finanziaria.

    Il principio della competenza economica prevede che i fatti di gestione determinano i reddito dell’esercizio a cui tali fatti si riferiscono economicamente, indipendentemente da quello nel quale si è verificata la corrispondente manifestazione finanziaria.

    Infatti la competenza economica di un costo o di un ricavo può temporalmente coincidere o non coincidere con la manifestazione finanziaria che misura il costo o il ricavo stesso. Per manifestazione finanziaria di un’operazione di gestione si intende non soltanto la sua manifestazione monetaria (entrata o uscita di cassa relativa a una riscossione o a un pagamento per contanti), ma anche l’aumento o la diminuzione di crediti e l’aumento o la diminuzione di debiti connessi a operazioni compiute con dilazioni di pagamento e successivamente estinte.

    Un ricavo si considera di competenza dell’esercizio se in quell’anno il processo produttivo del bene o del servizio è stato completato e lo scambio è avvenuto; in altre parole se il bene è stato consegnato o spedito e il servizio è stato reso.

    Il reddito d’esercizio – Cos’è il reddito d’esercizio

    Concettualmente i termini periodo amministrativo ed esercizio sono tra loro i diversi, in quanto il primo riguarda il periodo di tempo, mentre il secondo si riferisce alle operazioni di gestione effettuate in tale periodo; in pratica però il termine esercizio è utilizzato anche come sinonimo di periodo amministrativo.

    Il reddito d’esercizio è il risultato economico ottenuto con la gestione in un periodo amministrativo, generalmente della durata di un anno. Viene calcolato come differenza fra il flusso dei valori economici positivi (ricavi) e il flusso dei valori economici negativi (costi) scaturiti dalle operazioni di gestione e riferiti allo stesso periodo amministrativo.

    Il reddito d’esercizio esprime il risultato economico della gestione svolta nel corso di un anno; tale risultato può essere positivo (utile), negativo (perdita) oppure uguale a zero (pareggio).

    I componenti positivi e negativi del reddito d’esercizio vengono messi in  evidenza da un prospetto che viene chiamato situazione economica.

    Tale prospetto può assumere due forme: la forma a due sezioni divise e contrapposte oppure la forma scalare.

    Se il prospetto che evidenzia il reddito d’esercizio assume la forma a due sezioni, per convenzione a destra si scrivono i ricavi e a sinistra si scrivono i costi.

    L’esercizio amministrativo – Cos’è l’esercizio amministrativo

    Il flusso dei costi e dei ricavi che si succedono durante la vita di un’azienda determina per l’imprenditore la necessità di suddividere la gestione in tanti periodi amministrativi, solitamente della durata di un anno, allo scopo di accertare periodicamente i risultati dell’attività svolta.

    La suddivisione in periodi amministrativi è anche imposta dalla legislazione fiscale civile.

    Nella maggior parte delle imprese il periodo amministrativo si svolge dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Le società di capitali (come le società per azioni SPA) possono scegliere anche date diverse. Alcune società di capitali infatti, chiudono l’esercizio amministrativo in altri giorni dell’ano, come il 31 marzo o il 30 giugno (per esempio le imprese alberghiere e le imprese agricole).

    E’ detto esercizio l’insieme delle operazioni di gestione compiute in un periodo amministrativo.

    La chiusura dell’esercizio coincide generalmente con il 31 dicembre; tuttavia, poiché un’impresa si può costituire in qualsiasi momento, il primo esercizio, che intercorre dalla data di costituzione alla fine dell’anno, ha di solito una durata inferiore.

    Analogamente avviene per l’ultimo esercizio di vita dell’impresa che può essere più breve dell’anno in quanto la sua chiusura coincide con la data in cui si concludono le operazioni di liquidazione. Tutti gli esercizi intermedi durano invece un anno solare

    Valori finanziari e economici – Informazioni sui valori finanziari e economici

    Gli investimenti, i disinvestimenti, i finanziamenti e le disponibilità liquide che scaturiscono dalle operazioni di gestione, espressi i quantità monetarie, danno luogo a un sistema di valori che, a seconda della loro natura, si classificano in valori finanziari e valori economici.

    I valori finanziari sono elementi che per loro natura vengono espressi solo in moneta. Per questo motivo di essi si ha una immediata percezione e sono quindi valori originari.

    Sono valori finanziari:

    le disponibilità liquide (costituite dal denaro in cassa o in deposito nei c/c bancari e postali);

    i crediti e i debiti sia di finanziamento sia di regolamento;

    i ratei attivi e passivi, i fondi oneri e i fondi rischi.

    I valori in cassa sono sempre valori attivi e comprendono:

    il denaro costante, in euro e in valuta estera;

    i valori bollati (francobolli e marche da bollo);

    gli assegni bancari e circolari ricevuti da terzi.

    I valori economici sono i costi e i ricavi che per loro natura, non sono espressi originariamente i moneta; il loro valore deriva da variazioni intervenute nei valori finanziari o è frutto di un processo di valutazione. I valori economici sono quindi valori derivati.

    Le operazioni di gestione determinano delle variazioni sia ei valori finanziari sia nei valori economici.

    Le operazioni di gestione determinano delle variazioni sia nei valori finanziari sia in quelli economici.

    Una variazione intervenuta in un valore finanziario  una variazione finanziaria; una variazione intervenuta in un valore economico è una variazione economica.

    I costi e i ricavi sono misurati da variazioni finanziarie.

    L’equilibrio economico aziendale – Informazioni sull’equilibrio economico aziendale

    La gestione origina tipicamente costi e ricavi ce si susseguono e si intrecciano nel tempo senza soluzione di continuità.

    I costi sono gli oneri sostenuti dall’impresa per l’acquisto di fattori necessari alo svolgimento della sua attività.

    I costi si ricollegano alle operazioni di investimento, rappresentate dall’acquisto dei beni strumentali (mobili, macchine, attrezzature), di beni destinati alla lavorazione o alla vendita (materie prime, materie sussidiarie, merci) e di servizi (trasporti, assicurazioni, energia elettrica, gas, energie di lavoro, consulenze, etc.)

    I ricavi sono i corrispettivi derivanti dalla cessione di beni e dalla prestazione di servizi.

    I ricavi si ricollegano alle operazioni di disinvestimenti, quindi alla vendita dei prodotti e delle merci o alla prestazione di servizi da parte dell’impresa.

    I costi e i ricavi individuano la’spetto economico della gestione. L’impresa si definisce in equilibrio economico quando le prestazioni di gestione permettono di ottenere un flusso di ricavi capace di coprire tutti i costi dei fattori produttivi e di corrispondere un’adeguata remunerazione ai soggetti che hanno apportato il capitale (imprenditore o soci).

    I flussi della gestione aziendale – Informazioni sui flussi della gestione aziendale

    Le operazioni di gestione provocano delle variazioni in aumento o in diminuzione nei finanziamenti, negli investimenti e nella disponibilità liquide (valori in cassa, disponibilità nei c/c bancari e postali).

    Danno luogo a variazioni in aumento di finanziamenti a titolo di capitale proprio gli apporti di denaro o di bei effettuati dal proprietario o dai soci. Analogamente, i prelevamenti di denaro o di beni effettuati dagli stessi a titolo di rimborso o di assegnazione danno luogo a variazioni in diminuzione.

    Ecco i vari casi:

    a) Concessione di mutui attivi (prestiti) a terzi:

    INVESTIMENTI + crediti di finanziamento —> concessione prestiti –> USCITE MONETARIE – disponibilità liquide

    b) Acquisto di beni o servizi con regolamento immediato o dilazionato:

    INVESTIMENTI acquisti di beni e di servizi —> acquisti per pronta cassa —> USCITE MONETARIE – disponibilità liquide

    INVESTIMENTI acquisti di beni e di servizi —> acquisti a credito —> FINANZIAMENTI + debiti di regolamento

    c) Vendita di beni o prestazioni di servizi con regolamento immediato o dilazionato:

    DISINVESTIMENTI vendite di beni e di servizi —> vendite per pronta cassa —> ENTRATE MONETARIE + disponibilità liquide

    DISINVESTIMENTI vendite di beni e di servizi —> vendite a credito —> INVESTIMENTI + crediti di regolamento

    d) Riscossione di crediti di regolamento e di mutui in precedenza concessi:

    DISINVESTIMENTI - crediti di regolamento —> riscossione di crediti —> ENTRATE MONETARIE + disponibilità liquide

    DISINVESTIMENTI – crediti di regolamento —> riscossione di prestiti —> ENTRATE MONETARIE + disponibilità liquide